L’orecchio nella sua tridimensionalità
rispecchia una spirale centripeta-centrifuga che ha il suo centro nella
radice dell’elice.
La funzione dell’orecchio nel suo complesso è quella di
captare alcune particolari onde di frequenza che si propagano nell’aria
e che vengono percepite e decodificate dal cervello umano come suoni.
A questa funzione partecipa tutto l'orecchio nelle sue sezioni esterna,
media ed interna.
Inoltre l’orecchio interno possiede un’ulteriore struttura
spiralica: i canali semicircolari che permettono l’equilibrio
del corpo nello spazio.
Quindi l’orecchio è un organo di ascolto di segnali acustici
e al tempo stesso di equilibrio e movimento.
Potremmo paragonare l’orecchio ad una antenna parabolica che daČ
un lato riceve segnali dal macrocosmo e dall’altro li invia.
La forma del padiglione auricolare ricorda il rene, la cui energia è
alla base della vita umana. Nell’ “orbis renale” infatti
non è rappresentato il solo rene come organo funzionale di filtrazione
urinaria, ma ad esso è accoppiata la funzione del surrene con
i suoi ormoni, il metabolismo calcico, ecc.. Nell’ “orbis
renale” è contenuto il potenziale energetico vitale che
ci viene trasmesso dall’energia ancestrale cromosomica, cioè
dai nostri genitori. Il rene è quindi il simbolo archetipico
della vita e viene riproposto in forma simbolica in rilievo ai lati
del viso. Se osserviamo meglio scopriamo inoltre che all’orecchio
è possibile sovrapporre un feto. Il padiglione auricolare, infatti,
contiene informazioni provenienti dall’intero organismo come dimostrò
il Dottor Paul Nogier nel 1956. al congresso di Wiesbaden. Esso deve
quindi ritenersi un piccolo cervello vicino al cervello principale:
una antenna che da un lato riceve i segnali interni e li decodifica
a livello della rete nervosa sottocutanea del padiglione e dall’altro
è in grado di trasmettere al corpo informazioni di varia natura
(pressoria, luminosa, elettromagnetica ecc...) proveniente dallo spazio
esterno e quindi dal macrocosmo.
La superficie auricolare è quindi in grado di segnalare difetti
di informazione e quindi stati di squilibrio psicofisico che possono
portare a stati patologici attualmente etichettati col nome di malattie.
Ma essendo l’uomo un tutt’uno con la sua vita embrionale,
con il cosmo a cui appartiene e con l’evoluzione, ogni segnale
può contenere diverse chiavi di lettura che si riconducono però
sempre a un solo e unico difetto di informazione che ha il suo corrispettivo
a vari livelli.
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